lunedì 26 novembre 2012

ANDARE NEI BOSCHI PER FUNGHI


La raccolta dei funghi è una delle attività all’aria aperta per eccellenza in questo periodo. Appassionati e associazioni si ritrovano nei fine settimana da un capo all’altro della regione per scovare i boschi più ricchi di quelli che i micologi esperti definiscono degli “strumenti ecologici insostituibili”.
Nella nostra zona la località più consigliata è il comprensorio del Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago che con i suoi circa 9000 ettari rappresenta la più estesa riserva della Sicilia, una fitta rete di strade e sentieri permettono, la fruibilità di questa grande area.
L'itinerario che vi voglio illustrare ha come punto di partenza il quadrivio di Cozzo Quattro Finite, nelle immediate vicinanze della cappella votiva di Santa Barbara che offre la possibilità di osservare una grande varietà di spece fungine.
Lasciata la macchina nell'area di parcheggio, si penetra nel bosco in direzione ovest, il sentiero scende quasi subito a sinistra raggiungendo l'ex linea ferrata, dopo avere superato una grande muraglia in pietra, si giunge ad un grande ponte a quattro archi, continuando il percorso, si giunge dapprima a una grande vasca in muratura che serviva per approvvigionare d'acqua la stazione ferroviaria di Ficuzza e infine a quest'ultima.
Nelle quercete lungo il sentiero, dopo le prime piogge settembrine, fanno la loro comparsa il pregiato porcino nero (Boletus aereus) e la mazza da tamburo (Macrolepiota procera). Con i primi freddi invernali si possono incontrare numerose specie commestibili come le violette (Lepista nuda), il fungo di ruota (Clitocybe geotropa), il gallinaccio (Cantharellus cibarius) e il fungo di ferla (Pleurotus eryngii var. ferulae), molto apprezzato e ricercato in tutta la zona.
L’indagine condotta dal professor Giuseppe Venturella, docente di Botanica forestale e Micologia nella facoltà di Agraria di Palermo, in collaborazione con Alessandro Saitta, del Dipartimento di Scienze botaniche dell’università di Palermo e Mario Tamburello, presidente del Gruppo micologico siciliano (fondato nel 1983), informa che fino ad oggi sono oltre 1000 i funghi raccolti e catalogati in provincia di Palermo. La nostra associazione – continua Tamburello – organizza incontri e insegna a riconoscere i funghi nel bosco. Solo attraverso la conoscenza si mette al riparo la natura da facili vandalismi”. Alcuni funghi vivono in simbiosi con l’albero, altri si nutrono delle “scorie” del bosco, altri ancora hanno il compito di “sostituire” biologicamente gli alberi quando diventano vecchi.
Ci sono regole da rispettare quando si raccolgono i funghi, vanno raccolti integri, senza tagliarli alla base, ma facendoli ruotare leggermente, avendo cura di non arrecare danno al micelio, la parte del fungo che rimane nel terreno. Una volta raccolti, bisogna eliminare alla base del gambo il terriccio, foglie o altro, facendo attenzione a non alterare i singoli caratteri morfologici del fungo.
Mai utilizzare sacchetti di plastica o borse onde evitare alterazioni, ma disporre i funghi in contenitori rigidi aerati. I funghi non raccolti, anche non commestibili, non devono essere distrutti o calpestati, perché svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio del bosco.
Nel bosco non bisogna mai avere fretta, occorre tempo e pazienza per imparare e potere così riconoscere, raccogliere e consumare i funghi secondo le regole.
Per tutti il contatto diretto con la natura e le passeggiate salutari nei boschi e nelle campagne sono le motivazioni che spingono ad andar per funghi. Una passione coltivata da moltissime persone.
Di solito si inizia facendo un’escursione con gli amici e poi ci si entusiasma tanto da non poterne più farne a meno.


lunedì 19 novembre 2012

AMANITA MUSCARIA

Nome scientifico: Amanita muscaria

Nome volgare: Ovolo malefico, Ovaccio

Famiglia  Amanitaceae

Commestibilità   VELENOSO

Caratteristiche morfologiche:

Ha il cappello rosso aranciato, rosso vivo, sempre ricoperto da diffuse verruche bianche piramidali, caratteristiche. Ha forma convessa nel fungo adulto, mentre nel fungo giovane può presentarsi chiuso sul gambo tutto ricoperto dal velo dissociato che formerà poi la volva a perline sul fondo del gambo stesso.
Lamelle bianche, arrotondate al gambo.
Gambo cilindrico, ingrossato alla base, ricoperto da regolari frammenti disposti a cerchio sul terminale del gambo che di solito è rastremato a punta.
Verso l'alto il gambo porta un anello vistoso, festonato.

Caratteristiche organolettiche e di habitat:

Non emana odori particolari, il sapore della carne da cruda è gradevole. 
Cresce nei boschi di conifera e latifoglia in estate-autunno

In cucina:

Da escludere dalla mensa.
Si tratta di un fungo velenoso, anche se la sua tossicità non si manifesta in modo regolare.
Ha proprietà tossiche neutropiche.


Effetti:


Il suo nome può erroneamente ricondurre ad una tossina, la muscarina, che in realtà è contenuta nel fungo solo in minima quantità. I principi biologicamente attivi contenuti in quantità totale circa del 20% nella Amanita muscaria sono derivati dell'isoxazolo: l'acido ipotetico, il muscimolo ed il muscazone.
Queste molecole sono psicoattive, essendo in grado di indurre uno stato di intossicazione simile a quello prodotto dell'alcool etilico con fenomeni di eccitazione,  sedazione,  allucinazione, ecc.....

lunedì 12 novembre 2012

LA VINNIGNA

Lu viddaneddu
scinni di li so spadduzzi
lu cartidduni chinu
di racina.

E mentri stancu
cu l'ossa rutti
iddu canta e riri
pi li so chini utti.

E' certu chi quannu la vigna
si spogghia e si vesti
e la natura fa li jorna giusti
allura sì chi si fannu festi.

Però vi parlu
di lu vinu ancora acerbu
quannu 'ntà la utti
fa lu sò riugghiu.

Circati di iri a la spinoccia
araciùliddu
picchì livannu lu tappu
divintati un picciriddu.


Su cosi chi succerinu; sapiti?
A Narduzzu ci successi na jurnata
'nta la utti assai s'avvicinau
e 'nbriacu si curcau dda sirata.

Di li 'nbriachizzi
fici cosi tinti,
ruppi piatti, bicchieri
e 'nzalateri tunni.

Di Maruzzedda
pritisi na vasata
e 'nbriacu ci ristau pi na
simanata.
Cipponeri Rosa




lunedì 5 novembre 2012

L'OMU NGANNUSU, LU CANUZZU MUTU


Lu canuzzu mutu  all'ammucciuni

ti veni pi darrè, misu calatu

t'assarta cu ddu forti scarsicuni

a trarimentu ti viri strazzatu.

Tu certamenti, quannu tinn'adduni?,

a lu mumentu chi ssì muzzicatu !

Lu stessu lu ngannusu si fa beddu

e poi a li spaddi chianta lu cuteddu.

Andrea Maiorana