Qualche bacca sui nudi ramicelli
del biancospino trema nel viale
gelido: il suol rintrona, andando, quale
er tardi passi il marmo degli avelli.
Le pasce il piccol re, re degli uccelli,
ed altra gente piccola e vocale.
Sodono a sera lievi frulli d'ale
via, quando giunge un volo di monelli.
Anchio: ricordo, ma passò stagione;
quelle bacche agli uccelli della frasca
invidiavo, e le purpuree more,
e l'ala, i cieli, i boschi, la canzone:
i boschi antichi, ove una foglia casca
muta, per ogni battito di cuore.
GIOVANNI PASCOLI

1 commento:
La celebre "siepe" si trova ne "L'infinito" di Giacomo Leopardi (1819), un idillio dove l'ostacolo visivo ("che da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude") stimola l'immaginazione del poeta. Questo limite fisico permette di fingere spazi infiniti, silenzi sovrumani e profondissima quiete.
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