giovedì 25 novembre 2010

GENERAZIONI A CONFRONTO

"In questi anni è cresciuta l'autonomia della popolazione anziana" – ha detto il direttore del Censis, Giuseppe Roma – "dal momento che oggi, per l'85,2 per cento, si dichiara in grado di fare tutto da sola. Nel 2002 era il 76.6 per cento". Sono diminuiti anche i non autosufficienti, ma le condizioni di salute per la Terza Età peggiorano molto, procedendo da Nord a Sud. "Nonostante ciò", aggiunge Roma, "un contributo decisivo, al miglioramento delle condizioni di salute, viene dagli stili di vita, che nell'ultimo decennio hanno subito una vera e propria rivoluzione: sono raddoppiati gli anziani che camminano o fanno attività sportiva, come pure quelli che prestano notevole attenzione alle qualità ' biologiche' del cibo ed alla salubrità della dieta quotidiana". Da questo punto di vista, è anche importante l'allenamento continuo delle facoltà intellettive, che interessa il 51 per cento degli anziani.

Ma c'è anche un solco generazionale da colmare. "In dieci anni, si è aperta una voragine, una distanza, con le persone di un'altra generazione", spiega il direttore del Censis, "giudicate più distanti anche rispetto a quelle di un'altra etnia o ceto sociale". Tra le preoccupazioni più diffuse, infatti, chi ammette cattive relazioni con i figli è quintuplicato, passando dal 3 al 15,2 per cento, superando persino la paura di perdere una persona cara. Eppure, con i propri discendenti si stabilisce un solido rapporto funzionale, dal momento che crescono gli anziani che aiutano i figli (dal 32 al 48 per cento) e, nell'altro senso, anche quelli che vengono aiutati da figli e parenti (dal 25 al  47 per cento).
Gli anziani si sentono  sempre più lontani dal resto della società, rispetto alla quale continuano comunque a svolgere un ruolo determinante. È il ritratto del popolo della Terza Età, così come emerge dal IX Rapporto Censis/Salute - la Repubblica, intitolato quest'anno "Le sfide della longevità".

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