sabato 13 novembre 2010

L'INVECCHIAMENTO URBANO

L'invecchiamento urbano – cioè la sempre maggiore presenza di anziani nelle città - è il cambiamento più evidente che sta avvenendo sotto i nostri occhi, ma non tutti se la passano allo stesso modo, in giro per il mondo. I più soddisfatti sono quelli che vivono nella New York del settantacinquenne Woody Allen, ma anche, sorprendentemente, nella giovanissima Istanbul. Le città italiane sembrano non occuparsi di questi temi, nonostante la popolazione maggiore di 65 anni superi ormai i 12 milioni di individui. Per rispondere in modo adeguato alle esigenze di una popolazione sempre più vecchia, l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha lanciato, sin dal 2006, il  programma delle città a misura di anziano, un'iniziativa che ha consentito di valutare, per prima cosa, le strutture e i servizi che rendono una città "age-friendly", a misura dell'età.
Gli aspetti su cui si sono segnalate le maggiori insoddisfazioni e sui quali è necessario lavorare sono: la partecipazione sociale; il rispetto e inclusione sociale; la comunicazione e informazione; il supporto da parte della comunità e servizi sanitari; l’accesso ai trasporti pubblici; la presenza di panchine su cui sedersi negli spazi aperti. Agire in questi ambiti – secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - migliorerebbe la vita non solo degli anziani, ma anche di altre categorie deboli, come le donne in gravidanza, i bambini e i disabili.
In seguito alla raccolta e all’analisi dei dati, l’Oms ha deciso di costituire una rete di città age-friendly, per facilitare lo scambio reciproco di informazioni e fornire indicazioni per sviluppare politiche sul tema anche a livello regionale e nazionale. Gli inviti a entrare a fare parte della rete sono stati inviati dall’Oms nel dicembre 2009: da quel momento molte città nel mondo hanno aderito all’iniziativa. Tra di esse, finora, non ce ne è neanche una italiana, nonostante siamo uno dei paesi più anziani del mondo. Ma non è mai troppo tardi. Sul sito dell'Oms ci sono tutte le informazioni per aderire.

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